Ciao, mi chiamo Samuela Maniaci.
Sono un'artista poliedrica e per me l’arte è l’essenza dell’essere umano.
È meraviglia davanti a un disegno, un colore, un simbolo.
È un’emozione che attraversa mente e cuore.
È trasformare ciò che non si vede in qualcosa di reale.
Totale, libera, viva.
È ciò che cerco di essere quando creo, come dice il mio nome d’arte, Molly.

Mi affascina tutto ciò che si trova oltre quello che possiamo vedere: i simboli, i sogni, le emozioni, la mente umana e quella parte di noi che spesso non riusciamo a spiegare a parole.
È anche per questo che sto studiando per poter entrare nel percorso di psicologia.
Non perché abbia già tutte le risposte, ma proprio perché la mente umana mi affascina e mi porta continuamente a farmi domande.
Mi chiedo perché pensiamo in un certo modo, perché proviamo determinate emozioni, perché alcune esperienze rimangono dentro di noi e continuano a influenzarci, perché sogniamo e cosa si nasconde dietro ciò che non riusciamo a dire.
Sono una persona molto empatica e spesso riesco a percepire e comprendere le emozioni degli altri. A volte mi capita di sentire profondamente quello che una persona sta vivendo anche senza che riesca a spiegarlo completamente a parole.
Questa sensibilità fa parte di me e inevitabilmente entra anche nel mio modo di creare.
Mi porta a osservare le persone, le loro emozioni, le loro contraddizioni e soprattutto ciò che spesso rimane nascosto
Nel mio percorso artistico e personale, alcune figure hanno alimentato la mia curiosità:
Carl Gustav Jung mi affascina per il suo modo di parlare di archetipi, simboli, sogni e inconscio collettivo.
Sigmund Freud per il suo tentativo di leggere nei sogni un linguaggio fatto di desideri, pensieri e significati nascosti.
E Salvador Dalí per aver trasformato il mondo del sogno e dell’inconscio in immagini, rendendo visibile ciò che normalmente appartiene alla nostra dimensione interiore, come nell’opera La persistenza della memoria, dove il tempo stesso sembra perdere la sua forma e diventare qualcosa di quasi irreale.

Forse è proprio questo che cerco anch’io quando creo: dare una forma a qualcosa che prima forma non aveva.
Per me, dipingere significa anche questo: costruire un luogo in cui poter tornare, almeno con l'immaginazione, quando sento il bisogno di ritrovare me stessa.

Il mio paradiso
Un luogo nato dalla mia immaginazione, in cui ritrovo pace e serenità.
Prima l'ho dipinto su cartoncino, poi ho voluto riprodurlo su tela, dando forma a un luogo che esisteva dentro di me.
Oltre a dipingere luoghi nati dalla mia immaginazione, amo anche realizzare ritratti.
Mi affascina disegnare i volti, osservare i lineamenti, gli sguardi e quei piccoli dettagli che rendono ogni persona unica

Ma la mia ricerca non si ferma alla pittura e al disegno.
Scrivo poesie e scrivo le mie canzoni.


La musica mi accompagna da sempre e, fin da bambina, ho un sogno:
suonare la chitarra elettrica.
È un desiderio che porto ancora con me, anche se oggi, tra gli impegni, lo studio e tutto ciò che cerco di costruire, non riesco ancora a trovare il tempo che vorrei per dedicarmi davvero alla chitarra.
Ma quel sogno è ancora lì.
E forse proprio per questo la musica continua a essere così importante nel mio modo di creare.
Ci sono canzoni che mi fanno nascere immagini, colori, emozioni e pensieri. A volte un disegno nasce da una canzone. Altre volte una canzone nasce da un’immagine, da una sensazione o da qualcosa che ho vissuto.
Una poesia può dare voce a qualcosa che non sono ancora riuscita a dipingere.
E un simbolo può racchiudere un’emozione che non saprei spiegare in nessun altro modo.
Per me queste forme non sono separate.
Disegno, pittura, poesia, musica e psicologia sono linguaggi diversi attraverso cui cerco di comprendere ed esprimere ciò che mi attraversa.

Anche un tramonto può diventare una porta verso un altro mondo.
Osservare il sole che scende lentamente sul mare, le sfumature che si mescolano nel cielo e i riflessi che cambiano colore può risvegliare in me un senso di libertà difficile da descrivere.

Anche la musica degli altri può entrare nel mio processo creativo.
Ci sono canzoni che mi hanno fatto vedere immagini, colori, situazioni e parti di me che non avevo ancora trovato il modo di esprimere.
Per questo, quando creo, non parto sempre da qualcosa che conosco già.
A volte parto da una sensazione.
Da un sogno.
Da una parola.
Da una canzone.
Da un’immagine che continua a tornarmi in mente.
E poi lascio che tutto questo prenda forma.
Per questo amo disegnare e dipingere.
Perché posso trasformare ciò che non vedo in qualcosa di reale, fatto di vita, luce, movimento e simboli.
Quello che creo non nasce sempre da qualcosa che so spiegare.
A volte nasce proprio da ciò che ancora non comprendo completamente.
Ed è forse questo uno degli aspetti che amo di più dell’arte: non dover avere sempre una risposta prima di iniziare.
Posso lasciare che sia l’immagine a parlare.
Che sia un colore a suggerirmi qualcosa.
Che sia un simbolo a portarmi da qualche parte.
Che sia una canzone a farmi vedere un mondo che prima non avevo immaginato.

Amo la Spagna e la sua lingua: ogni parola, ogni suono racconta simboli e storie che attraversano il tempo.
Camminare tra le sue strade è sentire l’eco dei miti e dei segni dell’uomo, come nelle Grotte di Altamira, dove migliaia di anni fa bisonti, cervi e mani parlavano senza parole.
Mi affascina anche l’Egitto, con i suoi templi, le piramidi e i geroglifici. Ogni simbolo racconta l’uomo e il divino, l’invisibile che prende forma.
Voglio condurvi in un viaggio dove ogni segno racconta emozioni, ogni simbolo apre porte nascoste e dove la meraviglia diventa compagna di chi osserva.
Perché l’arte, per me, non è soltanto qualcosa da guardare.
È qualcosa da sentire.
Da attraversare.
E, forse, da riconoscere dentro di sé.

Io sono Molly.
E questo è il mio modo di trasformare ciò che mi attraversa in arte.



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